Immagine illustrativa sull'uso dei droni in Spagna. Foto da evsimon.com · Prenota il tuo matrimonio

Droni · Spagna

Assicurazione obbligatoria per far volare un drone in Spagna: cosa dice AESA

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Sì, per far volare un drone in Spagna ti serve un'assicurazione, e AESA lo dice senza giri di parole. Serve un'assicurazione adeguata che copra ogni volo che fai. Non serve una polizza permanente, di quelle che si pagano tutto l'anno. Basta essere coperti a ogni volo. AESA si basa sull'articolo 8 del Real Decreto 517/2024 e la inserisce tra i documenti che deve avere ogni operatore che vola nella categoria «aperta». È la categoria a basso rischio, quella che non richiede autorizzazione né dichiarazione prima del decollo. Il fatto che non chieda documenti preventivi non significa che tu possa volare senza assicurazione.

Quanto deve coprire l'assicurazione?

E quanto deve coprire? Qui AESA cita due norme diverse, ognuna con la sua cifra, ed è facile confonderle.

La norma europea e i droni leggeri

La prima è europea. Il Regolamento 785/2004 fissa un minimo di 750.000 DSP per i danni a terzi sulla superficie, per aeromobili fino a 500 kg. I DSP sono i Diritti Speciali di Prelievo, un'unità di valore che le norme internazionali usano al posto di una moneta specifica. Ma quel regolamento esclude gli aeromobili sotto i 20 kg, e lì rientra la maggior parte dei droni. Per questo alcune pagine in inglese dicono che, se il tuo drone pesa meno di 20 kg, non c'è un requisito specifico di assicurazione. Quella frase parla del regolamento europeo. Non parla della regola di AESA.

Immagine illustrativa sul volo di un drone in Spagna. Foto da evsimon.com · Prenota il tuo matrimonio

La norma spagnola

La seconda è spagnola. Il Real Decreto 37/2001 fissa un proprio massimale minimo, 220.000 DSP. AESA riporta questa cifra accanto alla precedente, ma è un altro requisito e viene da un'altra norma. Non è lo stesso minimo calcolato in un altro modo.

Cosa si applica in Spagna

Ciò che è chiaro in Spagna è la regola di AESA: un'assicurazione adeguata per ogni volo. Quale cifra ti riguardi è proprio ciò che conviene verificare con la compagnia assicurativa e sul sito di AESA prima di firmare qualsiasi cosa. Non importa che tu voli a Gijón, in un altro angolo delle Asturie o in qualsiasi parte della Spagna. La regola è la stessa. E vale anche se il drone si alza in volo per fare foto e video di un matrimonio o di un evento aziendale.

Immagine illustrativa sull'assicurazione per far volare un drone. Foto da evsimon.com · Prenota il tuo matrimonio

Distanze nella categoria «aperta»

L'assicurazione non è l'unica cosa. La categoria «aperta» ha tre sottocategorie, A1, A2 e A3, e ognuna ha le sue distanze. In A2 bisogna mantenere almeno 30 m di distanza orizzontale dalle persone che non partecipano al volo. In A3 si vola dove non si mette a rischio nessun estraneo e ad almeno 150 m da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative.

Cosa fare prima del prossimo volo

Prima del prossimo volo, tira fuori la tua polizza. Copre i danni a terzi? Ti copre il giorno in cui volerai? Se non hai un'assicurazione, chiedine una per quel volo. Non deve per forza essere annuale. Poi entra nel sito di AESA e leggi la sezione sulla categoria «aperta». Lì c'è l'elenco dei documenti e lì vedrai se il tuo drone ti obbliga a registrarti come operatore nella sede elettronica. Non hai ancora il certificato A1/A3? La formazione e l'esame online di AESA sono gratuiti: 40 domande, 40 minuti, e superi l'esame con il 75% di risposte corrette.

Link

Altri link utili: seguridadaerea.gob.es, seguridadaerea.gob.es, easa.europa.eu.

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